Wednesday, April 27, 2011

ANNO DOMINI MCMXLVII di Salvatore Quasimodo

Un po' di poesia non fa mai male...

ANNO DOMINI MCMXLVII di Salvatore Quasimodo
Avete fatto di battere i tamburi
a cadenza di morte su tutti gli orizzonti
dietro le bare strette alle bandiere,
di rendere piaghe e lacrime a pietà
nelle città distrutte, rovina su rovina.
E più nessuno grida: «Mio Dio,
perché m'hai lasciato?» E non scorre più latte
né sangue dal petto forato. E ora
che avete nascosto i cannoni fra le magnolie,
lasciateci un giorno senz'armi sopra l'erba
al rumore dell'acqua in movimento,
delle foglie di canna fresche tra i capelli,
mentre abbracciamo la donna che ci ama.
Che non suoni di colpo'avanti notte
l'ora del coprifuoco. Un giorno, un solo
giorno per noi, o padroni della terra,
prima che rulli ancora l'aria e il ferro
e una scheggia ci bruci in piena fronte.

Wednesday, April 20, 2011

Gli ultimi interventi su Twitter a proposito di "#musica"

April 20, 2011, 6:15 pm
#Musica : Papi - Jennifer Lopez
April 20, 2011, 6:15 pm
http://www.spreaker.com/ te permite poder crear tu propia radio online desde su sitio web para compartir todo el mundo #radio #musica #chile
April 20, 2011, 6:15 pm
#Musica #EnElDiaDelPorro Marihuana - Gondwana http://tinysong.com/qkvu (este tema lo tengo que escuchar tirado en pastito con @cauak)
April 20, 2011, 6:14 pm
#Musica que escuto fico feliz sem motivo e mando o mundo se fuder e começo a pular " Raise Your Glass"

Wednesday, April 13, 2011

ATTRITO di Giuseppe Ungaretti

La letteratura italiana e mondiale e' piena di splendide pagine e opere: ne voglio riproporre ogni tanto qualcuna sul mio blog per tutti gli appassionati:

ATTRITO di Giuseppe Ungaretti
Con la mia fame di lupo

ammaino
il mio corpo di pecorella

Sono come
la misera barca
e come l'oceano libidinoso

Locvizza, il 23 settembre 1916

Wednesday, April 6, 2011

LAMENTO PER IL SUD di Salvatore Quasimodo

Parole immortali che ogni tanto fa bene (ri)leggere:

LAMENTO PER IL SUD di Salvatore Quasimodo
La luna rossa, il vento, il tuo colore
di donna del Nord, la distesa di neve...
Il mio cuore è ormai su queste praterie,
in queste acque annuvolate dalle nebbie.
Ho dimenticato il mare, la grave
conchiglia soffiata dai pastori siciliani,
le cantilene dei carri lungo le strade
dove il carrubo trema nel fumo delle stoppie,
ho dimenticato il passo degli aironi e delle gru
nell'aria dei verdi altipiani
per le terre e i fiumi della Lombardia.
Ma l'uomo grida dovunque la sorte d'una patria.
Più nessuno mi porterà nel Sud.

Oh, il Sud è stanco di trascinare morti
in riva alle paludi di malaria,
è stanco di solitudine, stanco di catene,
è stanco nella sua bocca
delle bestemmie di tutte le razze
che hanno urlato morte con l'eco dei suoi pozzi,
che hanno bevuto il sangue del suo cuore.
Per questo i suoi fanciulli tornano sui monti,
costringono i cavalli sotto coltri di stelle,
mangiano fiori d'acacia lungo le piste
nuovamente rosse, ancora rosse, ancora rosse.
Più nessuno mi porterà nel Sud.

E questa sera carica d'inverno
è ancora nostra, e qui ripeto a te
il mio assurdo contrappunto
di dolcezze e di furori,
un lamento d'amore senza amore.